GIORDANO BRUNO, UN FRATE SCOMODO - Novara, 30.01.15

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Poco conosciuto in Italia, almeno fino al XIX secolo, e se ne possono immaginare i motivi, Giordano Bruno fu uno dei più illustri filosofi del Cinquecento e in particolare del Rinascimento. Fu un personaggio affascinante da ogni punto di vista e, insieme ai tanti meriti filosofici, scientifici, letterari, gli si possono attribuire i primi studi scientifici di psicologia, ed è stata proprio questa sua straordinaria capacità di penetrare la mente umana che lo condusse al rogo. Si aveva paura che riuscisse a manipolare i potenti e guidarne le azioni in direzione non in linea con i canoni religiosi dell’epoca. Venne condannato perché considerato capace di entrare nella testa della gente, per quella sua straordinaria libertà di giudizio che di fatto ha segnato la nascita della scienza moderna e della quale va recuperato lo spirito. Questo frate solitario, che lasciò l’abito domenicano nel 1576, cominciando quella peregrinazione che in quindici anni lo porterà a insegnare filosofia e arte della memoria a Tolosa, Parigi, Oxford, Wittenberg, Praga, Helmstedt, Zurigo, Francoforte, pubblicò una trentina di opere di assoluto valore; quest’uomo che non fondò nessuna setta, e il cui pensiero presenta caratteri estremamente moderni rendendolo di assoluta attualità, meriterebbe ben maggiore considerazione, liberandolo dai luoghi comuni e da inutili incrostazioni ideologiche. Fu un personaggio molto scomodo, a volte litigioso e turbolento, tale da provocare negli ambienti, non solo accademici, situazioni molto critiche e controverse.

La conferenza si terrà presso l’Archivio di Stato in corso Cavallotti di Novara dalle ore 17.30 alle 19.00 circa, ritrovo ore 17.15.

L’accesso è consentito agli ospiti diversamente abili in carrozzina a mezzo di un montascale a cingoli previa prenotazione telefonica 0321 398229.

L’ingresso è libero Un’offerta a favore del FAI è gradita

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