LA DAMA DIMENTICATA

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Bianca di Monferrato, l’affascinante e misteriosa duchessa di Savoia, ebbe fama di reggente avveduta ed energica, sempre amata e rispettata dai sudditi e dalle corti italiane ed europee. Fu lei che, sul finire del XV secolo, spostò il baricentro della politica savoiarda, dalla Francia al Piemonte e fissò stabilmente la corte a Torino, fu sempre lei che impose, a corte, l’uso della lingua italiana e che sostituì progressivamente dignitari, notabili e cortigiani francesi, con personale piemontese, e fu ancora lei che lottò strenuamente per l’indipendenza del proprio Stato dall’ingerenza delle potenze straniere. Si sentiva italiana

, come lei stessa affermava, in un periodo in cui l’Italia era realmente una mera espressione geografica e quasi quattro secoli prima che, un’ altro Savoia, riesca nell’impresa di unificarla. Contraria-mente a Cavour, sentiva, pur senza averne piena consapevolezza, quanto fosse necessario costruire gli italiani, prima ancora di riunire, con la forza, i territori della penisola. Dimenticata dalla Storia, emerge comunque come figura significativa del Rinascimento italiano; fu probabilmente una grande sognatrice, certamente una donna concreta e determinata, inequivocabilmente la prima Savoia veramente italiana.

Molti aspetti della vita politica e personale di Bianca di Monferrato, sono tuttora oscuri; alcuni fatti, anche rilevanti, risultano per lo più sconosciuti o, in molti casi, condizionati da censure o da giudizi cortigianei il cui unico fine, era quello di proteggere l’immagine e la dignità della dama da presunte critiche o maldicenze e che, in realtà, non hanno avuto altro effetto che complicare la ricerca storica degli eventi, senza portare alcun giovamento all’immagine della duchessa che, in verità, non ne aveva alcun bisogno.
A Cantù, nel 1501, nasce Jeanne Terrail, figlia di Bayard. Il Monnet, ipotizza che l’ignota madre fosse italiana, mentre il Ballaguy conclude che non solo è italiana, ma addirittura piemontese. Così scrive: “Tutte le piste portano al Piemonte”.
Crediamo che il Ballaguy non lavori affatto di immaginazione, poiché Bayard dal 1499 al 1501 risiede stabilmente in Piemonte.
Lo storico francese, lancia dunque l’ardita l’ipotesi che dietro alla misteriosa dama di cuori ci sia proprio lei: Bianca di Monferrato, duchessa di Savoia.
Quando Bianca si ritira a Carignano, ha 30 anni ed è molto bella. Nella sua posizione non può pensare a nuove nozze, ma è donna libera da qualsiasi controllo: non ha padre, né marito, né fratelli, né figli.
Alla nascita di Jeanne, Bayard ha 25 o 26 anni ma, “ufficialmente”, non si sposerà mai. Rifiuterà perfino un matrimonio molto conveniente che la regina Anna di Francia gli proporrà 11 anni più tardi. Il rifiuto potrebbe essere dovuto al fatto che egli sia segreta-mente sposato da parecchi anni?
Sposato o meno, Bayard mantiene gelosa-mente nascosto per tutta la vita, il nome della sua da-ma. Perché?
Siamo in un vicolo cieco, esattamente come voleva Bayard e prevedibilmente, come richiedeva la delicata posizione della sua dama.
Incertezze e dubbi che ci portano sin oltre il letto di morte di Bianca e, fino ai nostri giorni, attraverso l’ultimo documento che porta la sua firma: il testamento.
Presso l’Archivio di Stato di Torino, è conservato, oltre a numerosi altri documenti che la riguardano, il testamento originale della duchessa. Immediatamente dopo la sua scomparsa, vengono redatte copie mano-scritte delle sue volontà, e inviate a eminenti personalità dell’epoca, verso le quali sussistevano evidenti motivi di interesse economico o politico. Tra queste, figura Il vescovo di Grenoble, Laurent Alleman, zio di Pierre Terrail de Bayard.
In quel 1519, Pierre Terrail de Bayard era ancora in vita (morirà nella battaglia di Romagnano 5 anni dopo) e lo zio vescovo, conosceva vita, morte e miracoli del nipote e della sua dama e, in simili circo-stanze, come non dubitare che possa avere avuto a che fare con il presunto matrimonio segreto di Pierre?

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